Guida · Rendimento affitti brevi

Quanto rende un affitto breve a Roma nel 2026

La domanda che si fa ogni proprietario. In questa guida trovi la formula per calcolare il ricavo reale, le stime di mercato per zona, i costi da considerare e il confronto onesto con l'affitto a lungo termine.

Aggiornata il 14/10/2026 · Gingy Dimore

Foto: Ouuzo, CC BY 4.0

In sintesi: a Roma un appartamento ben gestito in affitto breve genera quasi sempre un ricavo lordo superiore all'affitto tradizionale, ma il guadagno netto dipende da tre fattori — prezzo medio a notte, occupazione e costi operativi. Vediamo come stimarlo in modo concreto e prudente.

La formula del ricavo: ADR × notti occupate

Il ricavo di un affitto breve si calcola partendo da due numeri chiave:

  • ADR (Average Daily Rate) — il prezzo medio incassato per notte.
  • Occupazione — la percentuale di notti effettivamente vendute sul totale disponibile.

Il prodotto dei due dà il RevPAR (ricavo per notte disponibile), l'indicatore più affidabile. La formula del ricavo lordo annuo è semplice:

Ricavo lordo annuo = ADR × 365 × occupazione %
Esempio indicativo: 140 € × 365 × 68% ≈ 34.700 € lordi/anno per un appartamento di buon livello in semicentro.

Da questo lordo si sottraggono i costi operativi e le tasse per arrivare al netto in tasca, che è il numero che conta davvero.

Stime di mercato a Roma per zona (2026)

I valori seguenti sono stime prudenti e indicative, da verificare sul singolo immobile. La stagionalità romana è marcata: alta da marzo a ottobre e in periodi giubilari/eventi, più bassa in inverno (esclusi ponti e festività).

FasciaADR indicativoOccupazione mediaEsempi di zona
Centro storico€170–240~65–75%Pantheon, Navona, Monti, Trastevere
Semicentro€120–160~60–72%Prati, Testaccio, San Giovanni, Termini
Zona residenziale€90–130~55–68%Parioli, Nomentano, Ostiense

Questi numeri presuppongono un immobile curato, annunci professionali, foto di qualità e prezzo dinamico. Un annuncio statico e mal gestito può rendere il 20–35% in meno a parità di immobile.

I costi da sottrarre per il ricavo netto

Il lordo non finisce in tasca. Ecco le voci tipiche:

Voce di costoIncidenza indicativa
Commissioni portali (Airbnb, Booking, Vrbo)~15–17% sul venduto, trattenute dal portale
Pulizie e biancheria (a turnover)di solito 50–80 € a soggiorno, pagati dall'ospite come «costo di pulizia»
Utenze, wifi, consumabili~5–10%
Manutenzione e piccole riparazioni~3–6%
Gestione (property manager)variabile sul mercato; con Gingy Dimore 15, 20 o 22% + IVA, solo sull'incasso delle notti
Imposte (cedolare secca 21% / 26%)sul canone lordo incassato; sulle prenotazioni incassate dai portali la trattengono e la versano Airbnb e Booking.com

La tassa di soggiorno non è un costo per il proprietario: la paga l'ospite e va riversata al Comune di Roma. Va però incassata e versata correttamente (vedi la nostra guida su CIN, Alloggiati Web e tassa di soggiorno).

Dal lordo al netto: il metodo

Come si passa dal lordo al netto, voce per voce. Le cifre dipendono dalla singola casa (posti letto, dotazioni, forma scelta): per questo non pubblichiamo un «netto tipo».

  1. Ricavo lordo delle notti: ADR × notti vendute.
  2. – commissioni dei portali (Airbnb, Booking.com ~15–17%), trattenute direttamente dal portale;
  3. – commissione del gestore: con Gingy Dimore 15, 20 o 22% + IVA, solo sull'incasso delle notti;
  4. – utenze, consumabili e manutenzione;
  5. – imposte: nella forma privata cedolare secca 21% sul canone lordo, che sulle prenotazioni incassate dai portali Airbnb e Booking.com trattengono e versano al posto del proprietario.

Pulizia e biancheria (di solito 50–80 € a soggiorno) e contributo di soggiorno li paga l'ospite: non riducono il ricavo del proprietario. La stima di incassi e netto per la tua casa te la diamo con il preventivo, dopo il sopralluogo, con tutte le ipotesi scritte. Il conto fiscale preciso va fatto con il proprio commercialista; per la scelta della forma leggi locazione turistica o casa vacanze.

Affitto breve vs affitto a lungo termine

Affitto breveAffitto lungo (4+4)
Ricavo lordoPiù altoPiù basso
Stabilità redditoVariabile (stagionale)Stabile
Gestione richiestaAlta (o gestore)Bassa
Flessibilità (uso proprio)MassimaVincolata
AdempimentiCIN, Alloggiati, tassa soggiornoRegistrazione contratto

Per un confronto operativo tra fare da soli e affidarsi a un professionista, leggi la guida gestione professionale vs fai-da-te.

Quanto può rendere davvero il tuo immobile?

Dopo il sopralluogo gratuito ti diamo la stima di incassi e netto per la tua casa, con tutte le ipotesi scritte. Senza impegno.

Domande frequenti

Quanto rende in media un affitto breve a Roma nel 2026?

In modo indicativo, un bilocale ben gestito in semicentro può generare un ricavo lordo annuo stimato tra 18.000 e 30.000 €, con ADR intorno a 120–160 € e occupazione del 60–75%. In centro l'ADR sale a 170–240 €. Da questi importi vanno sottratti costi operativi e tasse. Sono stime prudenti che variano per immobile, stagione e qualità della gestione.

Conviene di più l'affitto breve o quello a lungo termine?

L'affitto breve tende a generare un ricavo lordo superiore, ma comporta più costi operativi e più lavoro. Il vantaggio netto dipende da zona, occupazione e dalla scelta tra autogestione e property manager. L'affitto lungo offre un reddito più stabile e meno gestione.

Quali costi devo sottrarre per il ricavo netto?

Commissioni portali (~15–17%), pulizie e biancheria a turnover, utenze e wifi, manutenzione, consumabili, eventuale commissione del property manager (con Gingy Dimore 15, 20 o 22% + IVA sulle sole notti) e le imposte (cedolare secca 21% o 26%). La tassa di soggiorno è a carico dell'ospite ma va riversata al Comune.

Conta più il prezzo a notte o l'occupazione?

Conta il prodotto dei due (il RevPAR). Alzare troppo il prezzo riduce l'occupazione; il prezzo dinamico serve a trovare l'equilibrio giorno per giorno. Una gestione professionale ottimizza questo bilanciamento di continuo.

La tassa di soggiorno riduce il mio guadagno?

No: a Roma la paga l'ospite ed è riversata al Comune, quindi non incide sul ricavo netto. Va però incassata, dichiarata e versata correttamente, pena sanzioni.

Le cifre in questa guida sono stime indicative di mercato e non costituiscono garanzia di rendimento.

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