Affittare un appartamento a Roma a fini turistici significa rispettare tre obblighi precisi: il CIN, la comunicazione degli ospiti alla Questura e la tassa di soggiorno comunale. In questa guida trovi cosa sono, come si ottengono, scadenze, sanzioni e a chi puoi delegarli.
Mettiti in regola senza pensieriChi affitta a breve termine a Roma deve gestire tre adempimenti distinti e tutti obbligatori: il CIN (Codice Identificativo Nazionale), la comunicazione degli ospiti alla Questura tramite Alloggiati Web e la tassa di soggiorno da incassare e riversare al Comune. Sono tre cose diverse, con tre autorità diverse e tre scadenze diverse: vediamole una per una, con chiarezza.
Il CIN è il codice che identifica in modo univoco ogni unità immobiliare destinata a locazione turistica o ad attività ricettiva su tutto il territorio nazionale. È stato introdotto per portare ordine e tracciabilità nel mercato degli affitti brevi ed è obbligatorio: senza CIN non si può pubblicare un annuncio né affittare in regola.
Il CIN si richiede tramite la Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo, accedendo con identità digitale (SPID o CIE). Durante la procedura vanno inseriti i dati catastali dell'immobile, i dati del proprietario o gestore e le caratteristiche della struttura. Al termine il sistema rilascia il codice.
Ogni volta che un ospite alloggia nella tua struttura, sei tenuto a comunicarne i dati alla Questura tramite il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato. È un obbligo di pubblica sicurezza previsto dall'art. 109 del TULPS e non ha nulla a che vedere con le tasse: serve al controllo del territorio.
La trasmissione può avvenire manualmente sul portale oppure in modo automatizzato tramite gestionali integrati: è qui che una gestione professionale fa risparmiare tempo ed evita dimenticanze.
Roma Capitale applica una tassa di soggiorno (contributo di soggiorno) a carico di chi pernotta nelle strutture ricettive e negli alloggi per uso turistico. Attenzione: la paga l'ospite, non il proprietario. Il gestore la incassa, la dichiara e la riversa al Comune.
| Adempimento | Autorità | Quando | A cosa serve |
|---|---|---|---|
| CIN | Ministero del Turismo (BDSR) | Una volta, prima di affittare | Identificare e tracciare l'immobile |
| Alloggiati Web | Questura / Polizia di Stato | Entro 24h da ogni arrivo | Pubblica sicurezza (art. 109 TULPS) |
| Tassa di soggiorno | Comune di Roma Capitale | Incasso a ogni soggiorno, versamento periodico | Contributo turistico comunale |
Per capire come questi adempimenti incidono (o meglio, non incidono) sul guadagno, leggi anche la guida quanto rende un affitto breve a Roma.
Sono obblighi cumulativi: non basta rispettarne uno. La buona notizia è che, una volta impostata correttamente la procedura, la gestione ordinaria è ripetitiva e si può automatizzare o delegare.
Seguire personalmente CIN, Alloggiati Web e tassa di soggiorno è possibile, ma richiede attenzione costante: ogni arrivo va comunicato entro 24 ore, ogni incasso va tracciato, ogni scadenza rispettata. Un property manager può occuparsi di tutto questo per te.
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Richiedi la valutazione gratuitaSì. Il CIN è obbligatorio per tutte le locazioni turistiche e le strutture ricettive. Si richiede tramite la Banca Dati Strutture Ricettive del Ministero del Turismo e va esposto negli annunci online e all'esterno dell'immobile. Affittare senza CIN espone a sanzioni amministrative.
È la comunicazione obbligatoria alla Questura dei dati di ogni ospite, prevista dall'art. 109 del TULPS. Va trasmessa tramite il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato entro 24 ore dall'arrivo (o subito, se il soggiorno è inferiore a 24 ore), con le credenziali rilasciate dalla Questura competente.
La paga l'ospite ed è incassata dal gestore o proprietario, che la riversa al Comune di Roma Capitale. L'importo è fissato per persona e per notte dalla delibera comunale, con un tetto massimo di notti consecutive ed esenzioni per alcune categorie. Verifica sempre l'importo aggiornato per l'anno in corso.
Il CIN mancante comporta sanzioni amministrative anche di diverse migliaia di euro. La mancata comunicazione alla Questura è punita dal TULPS con possibili profili penali (arresto fino a tre mesi o ammenda). L'omesso versamento della tassa di soggiorno comporta sanzioni tributarie, interessi e recupero delle somme.
Sì. Un property manager può richiedere il CIN, comunicare gli ospiti alla Questura entro le 24 ore e gestire incasso, dichiarazione e versamento della tassa di soggiorno. Con le formule Gingy Dimore questi adempimenti sono gestiti per te, così sei sempre in regola senza seguire personalmente scadenze e portali.
Oltre alla comunicazione di pubblica sicurezza alla Questura, possono essere previste comunicazioni dei flussi turistici a fini statistici e l'iscrizione alle banche dati turistiche territoriali. Gli obblighi esatti dipendono dalla normativa regionale del Lazio e dalle delibere comunali: verificali all'avvio o falli verificare al tuo gestore.